FITNESS E SPORT - BODYBUILDING E POWERLIFTING

DCSS Tour: un’esperienza imperdibile

di FabioP • 12 ottobre 2013 • Inserito in: Articoli

Questo articolo è diverso dagli altri, ma credo sia altrettanto importante, anche se non si parla di programmi di allenamento o esercizi. Voglio condividere con voi l’esperienza fatta domenica 6 ottobre alla palestra “Nirvana club” di Senigallia, dove si è tenuta una tappa del DCSS Tour di Paolo Evangelista.

Per chi non lo conoscesse, Paolo Evangelista è un powerlifter (con un 270 di stacco a poco più di 80kg di peso corporeo), autore di uno dei testi di biomeccanica di squat, panca e stacco da terra più esaustivi e chiari che possiate trovare. Ha anche inventato uno strumento per analizzare (sul campo, e in tempo reale) la traiettoria e la velocità del bilanciere durante gli esercizi (ho avuto l’onore di essere una delle sue “cavie” durante la prova sul campo, in occasione della Coppa Italia 2012). Insomma è una persona altamente qualificata, animata da una grande passione e che si attiene ad un rigoroso metodo scientifico nella raccolta e l’analisi dei dati.

Il suo blog attuale è www.smartlifting.org , lo trovate anche su facebook, con il profilo Smartlifting, e ovviamente vi consiglio la lettura del suo libro.

Il seminario “DCSS Tour” consiste nell’analisi teorico-pratica dei punti salienti dell’esecuzione di squat, panca e stacco da terra. Oltre all’analisi teorica, con materiale di altissimo livello, è prevista un’esaustiva esercitazione pratica, sotto l’occhio vigile di Paolo Evangelista e dei suoi “aiutanti” (istruttori e/o atleti FIPL).

Qui trovate le date complete, ne restano solo due, contattate chi di dovere per vedere se fate in tempo a partecipare ad uno di questi eventi, e se siete veramente interessati contattatelo per convincerlo ad aggiungere qualche data ;) !

Le mie impressioni

Ora che ho fornito qualche coordinata “concreta”, posso esporre quanto io personalmente mi porto da questa giornata (oltre ad una leggera modifica all’assetto della mia “bestia nera”, lo stacco da terra).

1) la dimensione estetica della pratica dei pesi: ci sono discipline in cui l’aspetto estetico è predominante, sotto gli occhi di tutti. La ginnastica artistica, i tuffi, il nuoto sincronizzato, etc…sono tutti sport in cui la (non indifferente) performance fisica viene giudicata con criteri non quantitativi, misurabili (kg, metri, secondi…) ma qualitativi, “estetici”. Questo approccio non sembra conciliabile con il “nostro” mondo: in fin dei conti, nelle gare di pesistica e di powerlifting l’essenziale è sollevare il più possibile, nel bodybuilding l’importante è la costruzione di un fisico armonioso, nelle preparazioni atletiche lo scopo è migliorare la forza dell’atleta.

Quest’ottica “utilitaristica” non deve far dimenticarne un’altra, complementare alla prima e da essa dipendente, quella – appunto – estetica. Un atleta forte è anche bello durante l’esecuzione del gesto sportivo: il “signore degli anelli” Yuri Chechi , al di la delle fattezze estetiche, è oggettivamente “bello” quando, durante la Iron Cross si gira verso il pubblico, mostrando una rilassatezza e un controllo assoluti.

Saltando da uno sport all’altro, un gesto bellissimo nel calcio è la famosa rovesciata diventata icona delle figurine Panini (ora non ricordo chi ne è l’autore, ma sono sicuro che avete capito a cosa mi riferisco), e non possiamo che stupirci di fronte alla falcata del “figlio del vento” Carl Lewis…

Ed ecco che, inavvertitamente, siamo passati da discipline “estetiche” (gli anelli) ad altre più prestazionali (i “freddissimi” 100m, cronometrati elettronicamente), segno che il legame tra estetica ed efficienza sportiva è più stretto di quanto si pensi.

Anche nel mondo dei pesi ci sono gesti “belli”, che denotano il controllo assoluto del carico (che poi è un sinonimo di “tecnica corretta”), e guarda caso di solito i gesti più belli sono quelli più performanti, in tutte le discipline che utilizzano i pesi. Qualche esempio:

Cos’hanno in comunque un powerlifter che fa lo stacco da terra, un weightlifter che fa uno strappo e un bodybuilder che fa lo squat? I tre esempi che ho riportato hanno in comune il controllo del carico, la padronanza del movimento, in una parola, la “tecnica”…e guarda caso, sono esecuzioni belle e performanti. Una parola in più su Tom Platz: è un caso che il bodybuilder con uno dei migliori squat della storia sia tutt’ora ricordato come uno tra quelli con le gambe più impressionanti? Un altro esempio del legame tra estetica e performance, anche nel caso in cui la prestazione richiesta sia lo sviluppo di un gruppo muscolare.

2) l’aspetto ludico dell’allenamento con i pesi: ho perso il conto di quante vote Paolo ha usato frasi come “Provate a fare in questo modo, se vi piace continuate” o espressioni equivalenti. Anche nel caso di soluzioni a problemi tecnici, di impostazione, ad esempio nello squat, la soluzione suggerita (serie leggere curando maniacalmente l’assetto) è stata suggerita come aggiunta al normale allenamento, per “non rischiare di perdere la motivazione”.
Ora, per un kamikaze dell’allenamento come me, che se deve perdere un’ora al giorno per sistemare un dettaglio nella speranza di migliorare un po’ ci si impegna senza “se” e senza “ma”, “dai la cera, togli la cera, Daniel-san”, una visione del genere è stata una specie di illuminazione. Non tutti amano sollevare pesi come attività fine a se stessa: c’è gente (per quanto strano possa sembrarmi) alla quale raggiungere la profondità valida nello squat o superare il 150% del peso corporeo nella panca NON INTERESSA, o per lo meno non al punto da affrontare noiose sessioni tecniche senza neanche una piccola gratifica, che sia a livello estetico o di sensazioni in allenamento.

Un esempio spicciolo: io non sono un grande sostenitore dell’allenamento diretto dei muscoli addominali, perché credo che i grossi esercizi multiarticolari, eseguiti correttamente, bastino per rafforzare la muscolatura del tronco. Le persone che alleno, però, trovano gratificante lavorarci direttamente, per avere la sensazione di fare qualcosa per “la tartaruga”, perché il bruciore fa pensare allo smaltimento del grasso, etc…nella settimana appena trascorsa mi sono trovato di fronte a un calo di motivazione in una persona che alleno, un tipo di solito molto determinato, ma quel giorno “non c’era”. Grazie anche all’input ricevuto al DCSS tour, gli ho proposto un paio di esercizi per gli addominali (nello specifico, dei med ball slam, che almeno è un esercizio più significativo rispetto a crunches e sit-ups). Oltre a divertirsi sul momento, è stato molto soddisfatto per i DOMS agli addominali nei giorni seguenti!

3) in caso di dolori persistenti, fermiamoci, diamoci il tempo di guarire e quando riprendiamo cambiamo qualcosa rispetto a quello che facevamo prima: sembra una banalità di quelle che non meritano di essere prese in considerazione…ma se vi allenate da più di sei mesi sarà capitato anche a voi di avere, che so, una spalla un po’ dolorante, un gomito infiammato, un ginocchio “così così”, ma siccome c’è sempre la paura di “regredire”, di “perdere tutto”, insomma, di vanificare i risultati ottenuti, continuiamo, facendo sempre le stesse cose, sperando che i dolori passino da soli, che le infiammazioni guariscano in una notte o che l’antinfiammatorio faccia miracoli…fino al momento in cui il dolore è troppo forte e ci impedisce di fare il nostro esercizio preferito (che sia squat, panca o trazioni).
Ovviamente, fermarsi un po’ nelle prime fasi sarebbe stata un’ottima idea, ci avrebbe permesso di riprendere l’attività in tempi molto più rapidi e ci avrebbe risparmiato inutili fastidi se non vere e proprie sofferenze.
Quindi, siccome nessuno di noi sta preparando il campionato galattico di una qualsiasi disciplina, credo che questo potente invito al buonsenso sia da tenere presente per garantirci una lunga “carriera” nel mondo dei pesi.

Conclusioni

Come mia abitudine, non parlo di ciò che non conosco, per cui ho aspettato di parteciparvi prima di pubblicizzare questa iniziativa, e purtroppo i miei impegni lavorativi mi hanno impedito di prenotare una delle primissime date, per cui questa mia testimonianza rischia di essere tardiva.

Non potevo però lasciar passare sotto silenzio un’occasione del genere, che vi invito a cogliere se siete ancora in tempo.

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