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Come scegliere una palestra

di FabioP • 31 dicembre 2012 • Inserito in: Articoli

Scrivo questo articolo per aiutare quanti vorranno correre ai ripari dopo i bagordi alimentari del periodo natalizio iscrivendosi in palestra per “tonificarsi”, “rassodare”, “modellare”, “scolpire” il proprio fisico.

Trovate le differenze

Questa era facile: una foto inquadra le teste, l’altra le gambe, una è più grande, l’altra è più piccola.

Scherzi a parte, primo, grande requisito di una paletra è lo spazio disponibile. Non importa quanti macchinari ci siano, se l’unica attività possibile è passare da uno all’altro, in sequenza, in catena di montaggio…in batteria.

Spazio…per muoversi, per fare stretching, per fare esercizi di mobilità, o a corpo libero (affondi) o con i pesi.

I pesi, questi sconosciuti

Osservate la foto qui sopra: tante macchine, anche valide, non lo nego (la marca è famosa), ma…solo macchine. Ora, probabilmente l’inquadratura è parziale, e non si vede l’area dei pesi liberi, o forse i pesi liberi si trovano in un’altra sala, ma se la palestra che state valutando NON ha uno spazio congruo per gli esercizi con bilancieri e manubri, vi consiglio caldamente di cercare altrove.

A proposito di “pesi liberi”, chiariamo subito una cosa: se l’unica postazione per fare squat assomiglia a questa

o se l’unico modo di fare la panca piana è questo:

Per non parlare della posizione dei piedi e di altri errori tecnici...

cioè con il bilanciere guidato su due binari, e magari il proprietario sta cercando di convincervi, con tono da imbonitore, che in quel modo i muscoli lavorano meglio, su una traiettoria più sicura, e che eviterete di farvi male…SCAPPATE! Se non avete alternative, iscrivetevi in piscina!

Cosa serve veramente

In realtà, una palestra anche un po’ antiquata, ma con le seguenti dotazioni, sarebbe una scelta di gran lunga migliore:

e (ma qui sforiarmo nel lusso) uno spazio per fare stacchi da terra

Tutto qua?

Si, tutto qua! Questa è l’attrezzatura minima indispensabile, e allo stesso tempo quella che sta diventando sempre più difficile trovare nelle palestre “commerciali”, cioè quelle in cui si paga, ci si iscrive e ci si allena.

Non ho preso in esame le varie marche di macchinari specifici, perché in fondo una leg press vale l’altra, non ci sono lat machine in grado di fare la differenza fra un buon allenamento e uno poco produttivo, e le adductor machines andrebbero usate solo in riabilitazione/fisioterapia.

Non vi sto a parlare di “scelta strategica” del luogo della palestra, che – stando a quanto si legge nelle “riviste specializzate”…non si sa bene in cosa – deve essere vicino al lavoro o lungo il tragitto casa-lavoro, per facilitare l’allenamento anche nei giorni in cui siete poco motivati (alleno persone che dopo 12 ore di lavoro si fanno 10km all’andata e 10 al ritorno per un’ora e mezza di attività fisica, se siete motivati in palestra ci andrete, altrimenti non basta neanche averla in casa, al posto del letto!).

La scelta della palestra in base alla competenza del personale istruttore meriterebbe un articolo a parte (dal titolo “Come capire se l’istruttore ci capisce qualcosa”…), ma anche questo – paradossalmente – è secondario. Potreste essere seguiti da Boris Sheiko in persona, ma se nella palestra in questione non vi lasciassero usare il bilanciere libero, fosse impossibile fare squat o panca o stacchi, non ve ne fareste niente di un istruttore ultra-competente, perché non avrebbe niente su cui istruirvi.

Al contrario, se avete a disposizione l’attrezzatura minima, con un piccolo grande sforzo di autoformazione potete documentarvi sull’esecuzione dei principali esercizi, e con accessibili ausili tecnici (un telefonino con il quale riprendervi) potrete mostrare i vostri allenamenti a persone competenti e ricevere consigli adeguati.

OVVIAMENTE, se dalle vostre parti c’è una palestra ottimamente attrezzata e con personale competente, anche se l’iscrizione dovesse costare un po’ di più rispetto ad un “fitness center” aperto 24 ore al giorno, 365 giorni l’anno, ma senza pesi liberi e un solo “istruttore” di sala per 50 postazioni (e parlo di cose viste con i miei occhi…), sarebbe comunque un investimento da fare, senza esistazioni.

A breve un altro articolo su come attrezzare una palestra in casa spendendo il meno possibile ed evitando di comprare roba inutile.

Buon 2013 e non sparate botti: lo stacco da terra viene meglio fatto con entrambe le mani, e tutte e dieci le dita!

Commenti

ottimo come sempre il nostro Fabio!
un po’ di info molto utili ai niubbi, che (ahiloro) si lasciano troppo facilmente ingannare da pseudoistruttori imbonitori e riviste patinate dai titoloni altisonanti stile “diventa arnold con la leg extension”.
postazione per stacchi mai vista, per fortuna panche e rack si trovano ancora (anche se non dappertutto), e spesso sono relegate al ruolo di appendiabiti, mentre alle macchine c’è sempre la fila!

aspetto l’articolo sugli istruttori-distruttori, ci sarà da ridere!

Eh si, la pedana per gli stacchi è un lusso, purtroppo :-( Ma in fondo non è necessaria, basta che il proprietario della palestra accetti di farti appoggiare il bilanciere a terra.

Il rack per lo squat sta diventando una rarità, per lo meno nei “fitness club” più moderni…

Come valutare un istruttore è un argomento delicato, spero di mantenermi ironico/leggero, perché è fin troppo facile gettare fango gratuito su una categoria già bistrattata…al confronto, sparare sulla Croce Rossa è come voler fermare un carro armato con una pistola ad acqua :-D !

di marconespolo 4 marzo 2013 alle ore 15:55

Ho appena letto i giusti complimenti nei tuoi confronti da parte di ironpaolo, sul suo blog.
Mi associo in toto, anche se, ovviamente, il mio plauso è meno autorevole. Chissà che ciò non ti serva da stimolo per scrivere qualche altro pezzo interessante…
Grazie, un saluto.

Ciao, Marco!

In cantiere ho l’articolo sullo stacco da terra, ma per onestà intellettuale ritengo di avere ancora qualche “quadratura del cerchio” da risolvere sul rapporto tra altezza del sedere e distanza dal bilanciere in partenza; appena avro’ chiuso il cerchio attorno a questo aspetto, potro’ presentare qualcosa di coerente.

di marconespolo 4 marzo 2013 alle ore 19:27

Bene. Attendiamo con piacere l’uscita. In particolare trovo interessante, oltre che sicuramente laborioso per l’autore, l’inserimento dei video. Ritengo, senza tema di smentita, che i tuoi video integrino bene il libro di ironpaolo “DCSS” e ne possano costituire un valido complemento.
A presto.

 

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